"Appartata ed Aristocratica"

Sin dal 1014, in un diploma dell’Imperatore Enrico, risulta che i possedimenti dell’abbazia di Fruttaria nel centro dell’attuale S.Benigno, giungevano sino a Rivara ed un paese non si forma né in un secolo né in due e ci vuole parecchio tempo perché un paese sia detto tale.

Nel distretto dell’antica Knappe (poi Canava) probabilmente non esisteva un punto strategicamente più favorevole per erigere delle strutture difensive della collina morenica su cui ancora oggi sorge il nostro castello, collina unita all’epoca con quella su cui oggi sorge il cimitero della frazione di Camagna ed ove si ergeva con buona probabilità un castello anche più antico.

La diversa morfologia del terreno faceva si che l’abitato sorgesse in un luogo diverso dall’attuale, al riparo del Castello che lo difendeva, e che il torrente Viana occupasse l’attuale posizione del centro storico.

Con l’andare dei secoli la collina di sfaldò, cambiando il letto del fiume e permettendo la costruzione del paese nella attuale e più felice posizione.

Chi fossero i primi signori di Rivara non è noto, ma sicuramente furono discendenti dei Longobardi soggetti ai Marchesi del Monferrato.

Verso il 1220, spentisi gli ultimi discendenti dei primi signori, i Conti Valperga presero possesso di Rivara con l’approvazione del Marchese di Monferrato nel 1232.

Seguirono anni di conflitti e continue guerre che videro, tra l’altro, anche la distruzione del Castello originale che portò alla migliore del Castello stesso e lo spostamento del centro abitato dalla antica posizione delle "ville vecchie" alla più favorevole e soleggiata posizione attuale. A testimonianza della antica posizione del villaggio rimane la locazione della antica chiesa parrocchiale (già meta di pellegrinaggi dei primi cristiani attorno all’anno mille) oggi identificata dalla settecentesca chiesa dedicata al martirio di S. Giovanni Battista già definita S. Giovanni extra terram Riparie.

Durante il Tuchinaggio (rivolte popolari che perdurarono per un secolo contro taluni signori), a Rivara in modo civile si venne a patti con i Signori e si appianarono pacificamente le controversie avendo come sommo arbitro nientemeno che il Marchese Teodoro di Monferrato in persona.

A questo periodo va sicuramente attribuito un fatto che portò ai Rivaresi il soprannome di Strassapapè.

Si narra che durante alcune contese tra la castellata ed il popolo si decise di scendere a patti di fronte ad un pubblico notaio che però, durante la stesura dei documenti, pare sentisse una cosa e ne scrivesse un’altra a favore dei Signori.

Scoperto ciò un temerario Rivarese, aggirò il trono del notaio, gli sottrasse i documenti sino ad allora redatti e li strappò di fronte a tutti col plauso del popolo.

Dopo gli sconvolgimenti che travolsero le nostre terre canavesane, con invasioni francesi e spagnole, si giunse all’inizio dell’800 quando Rivara diede i natali a Paolo Pallia, Teologo e Patriota che morì in esilio in Svizzera dopo aver fatto parte della Giovine Italia del Mazzini.

Nella seconda metà dell’ottocento giunse a Rivara una folta schiera di Pittori al seguito di Carlo Pittara, cognato del proprietario del Castello, il Cav. Carlo Ogliani. Questi pittori diedero vita alla Scuola di Rivara, pietra miliare nella storia dei paesaggisti piemontesi dell’ottocento. In questo periodo fu addirittura coniato il "Verde Rivara" ad evidenziare un colore particolarmente caldo tipico dei paesaggi agresti del nostro paese.

Il secolo che sta volgendo al termine, vide il fiorire di diverse iniziative industriali che si sono sviluppate e consolidate senza mai stravolgere l’equilibrio del paese e mantenendo l’armonia tra attività industriale e lavoro nei campi.

Cosa vi invitiamo a vedere

Urbanisticamente parlando, Rivara è caratterizzata da un sapiente ed equilibrato compendio tra l’impostazione di origine medievale del borgo principale e le moderne esigenze abitative che hanno caratterizzato l’ultimo dopoguerra.

I luoghi di maggiore interesse che suggeriamo di visitare sono i seguenti:

Come Arrivarci

Rivara si trova a circa 30 Km a nord di Torino e a circa 15 minuti dall’aeroporto di Torino Caselle, alle porte del Canavese, nella zona collinare che introduce la parte delle Alpi Canavesane.

 

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